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Rassegna stampa

La Fileni Bpa riagguanta il primo posto

15/12/2008 - Jesi batte Scafati e completa l'inseguimento di Francesco Cherubini
JESI - Adesso che l’hai riconquistata esattamente un mese dopo averla smarrita, guardala quanto è bella. Ammirala ed assaporala fino in fondo. È finalmente tua. Adesso che hai raggiunto la vetta della classifica, sentiti grande, perché lassù ci sei arrivata dopo un’altra prova straordinaria. Riscattando lo scivolone infrasettimanale in laguna, rialzandoti con umiltà, ricompattandoti facendo gruppo, tirando fuori la rabbia e l’orgoglio che avevi dentro. Ti ha preso per mano il tuo capitano, come è giusto che sia: il Lupo che guida il branco, che ristabilisce l’ordine e mette sicurezza, che si prende le responsabilità che gli derivano dal ruolo che si è costruito in tanti anni, che è in grado di spingerti e sospingerti a fare cose che non avresti fatto.
Perché se oggi Jesi è al primo posto in Legadue, raggiungendo Varese, lo deve sì ad un Maggioli formato caterpillar che gioca 40 minuti e registra un regio 40 di valutazione, come lo deve anche ad un intelligente Maestranzi che ha rintuzzato più volte gli allunghi degli avversari ed a un Boykin tornato sui livelli che si pretendono da un made in Usa. Ma lo deve soprattutto alla grinta e al cuore di Alberto Rossini: il capitano che Andrea Zanchi ha messo in campo dopo 5’ in cui il corri e tira di Scafati si era tradotto in un pazzesco 7-21, salito al 12-27 prima che la tripla del Lupo non desse il via alla lenta e paziente rimonta.
Una rimonta costruita su una difesa più aggressiva, una difesa che dopo essere stata mortificata da 8 triple consecutive (con 34 punti nel primo parziale), ha saputo pressare gli esterni concedendogli appena altri 3 canestri dall’arco nella restante mezzora di gioco. Una difesa da cui Jesi è ripartita per costruire quell’azione d’attacco semplice semplice che è stata la chiave di volta del match: palla al centro per Maggioli che ha fatto valere più del dovuto i suoi 12 centimetri in più di Salvi ed ha iniziato a colpire con precisione, sia spalle a canestro, sia dalla lunetta per gli inevitabili falli spesi dai campani su di lui. Uno schema che ha riportato Jesi a -3 alla pausa lunga e su cui si è continuato anche per il testa a testa nel terzo parziale con una doppia efficace variante visto il sistematico raddoppio sul centro jesino: meno tiri del Maggio e smistamenti ora sotto a Boykin per il 4 su 4 nella zona pitturata, ora a all’esterno per una tripla a testa di Maestranzi, Ryan e Cuffee. Tutto per il primo vantaggio di Jesi al 22’ (56-55), con Salvi e Davis a sostenere i campani sul fronte opposto e l’insolita mezzora di pausa forzata per il black out dei riflettori, che però non ha spento l’intensità del terzo parziale, alimentata dalla schiacciatona di Boykin e dall’alley oop di Maestranzi per un Cuffee, che è però apparso ancora lontano da quella condizione che i tifosi avevano apprezzato ad inizio stagione.
Poi ancora lui, il capitano, quello che decide che si può spezzare l’inerzia della gara, proprio mentre giunge la notizia della caduta di Varese in casa con Reggio Emilia. Alberto Rossini che firma l’allungo prima con un tiro da due, poi con 4 liberi in rapida successione, infine concedendo l’assist a Boykin per l’86-79, mentre sul fronte opposto Ronald Davis, maggior realizzatore campano, lasciava il campo per il quinto fallo, portandosi in panchina tanti rimpianti e tutti quei canestri che Scafati non ha saputo più mettere dentro. Perché se da una parte Jesi, conquistandosi ben 8 rimbalzi offensivi, obbligava al fallo gli uomini di Gramenzi, per un sontuoso 11/12 dalla lunetta, sul fronte difensivo gli arancioblù diventavano granitici, concedendo agli avversari la miseria di 9 punti.
Finiva in trionfo, con un altro successo che vale un capitale, che proietta Jesi al comando, che alimenta sogni ed ambizioni di un pubblico che non ha smesso mai di incitare gli arancioblù, in quell’unione di emozioni e tensioni che la pallacanestro riesce a creare e che adesso, lassù in vetta alla classifica, sono ancora più intense.
 
 

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