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La Fileni Bpa fa tutto quel che vuole
10/04/2009 - Livorno dominata dall'inizio alla fine
di Francesco Cherubini
Talmente bello da non sembrare neanche vero. Talmente perfetto da stropicciarsi gli occhi. Talmente perentorio da chiedersi: improvvisamente grande Jesi o completamente assente Livorno?Non interessa quale risposta vogliate dare. Interessa soltanto che nel giorno in cui la Fileni era davvero messa con le spalle al muro, ha dimostrato di esser-ci, di lottare, di crederci fino infondo, di volere a tutti i costi i playoff. Serviva vincere e non solo per i due punti. E non si è vinto solo per quelli. Perché nel successo che rilancia le quotazioni degli arancioblù si inserisce tanta difesa, lucidi possessi che hanno dimezzato il tradizionale numero di palle perse (almeno fino a quando c'è stata vera partita), due americani protagonisti in efficacia e continuità.E, aspetto tutt'altro che secondario, una netta differenza canestri contro i toscani che ora sono stati agguantati in classifica.Si parte con mille tensioni addosso, ma bastano 10' per capire che Jesi c'è e Livorno no. O meglio che gli americani di Jesi da comprimari sanno trasformarsi in protagonisti e gli americani di Livorno da protagonisti diventano semplici comparse: 20-9 al 7' senza bisogno di spendere un fallo e neanche una palla regalata. Kemp è l'ombra di se stesso, Bo-yette spreca la terza infrazione personale già al 14'. E allora sì che Jesi può scappar via quando anche Ryan e Sambugaro si iscrivono a referto dall'arco per andare a riposo sul +14. Già, proprio quel +14, drammatico punto di non ritorno di troppe partite buttate al vento.Ma dagli spogliatoi stavolta non escono i fantasmi del passato, piuttosto la concretezza ela sostanza di Cuffee e Boykin fino alla tripla di Maestranzi del +20 al 24' (56-36). In difesa zona o uomo non importa, tanto Livorno in attacco proprio non c'è ed il solo Bagnoli prova a tenere alta la bandiera amaranto, realizzando alla fine più della coppia Usa messa insieme, quella che viaggiava ad una media di 40 punti complessivi a partita.Da una coppia Usa all'altra. Perché quella di Jesi è scatenata, facendo cresce a dismisura il divario che tocca il +25 alla fine del terzo parziale. Scorrono con largo anticipo i titoli di coda, la pressione si sdoglie sia in campo sia tra il pubblico, giusto un occhio per non far avvicinare troppo Livorno, lasciando che quel -12 dell'andata riman-gasolo un ricordo. Applausi per tutti. Pasqua di serenità almeno nell'ambiente cestistico di Jesi, l'immagine di "Sandrokan" Dell'Agnello seduto sconsolato sul banco dei cambi senza più forza ne voglia di fronte alla deriva nel giorno in cui la sua squadrasi presentavaperlapri-ma volta con il nome del nuovo sponsor sulle casacche. Il marchio è Energetic, ma le pile erano scariche. E pure parecchio.
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La Fileni Bpa fa tutto quel che vuole
10/04/2009 - Livorno dominata dall'inizio alla fine di Francesco CherubiniTalmente bello da non sembrare neanche vero. Talmente perfetto da stropicciarsi gli occhi. Talmente perentorio da chiedersi: improvvisamente grande Jesi o completamente assente Livorno?Non interessa quale risposta vogliate dare. Interessa soltanto che nel giorno in cui la Fileni era davvero messa con le spalle al muro, ha dimostrato di esser-ci, di lottare, di crederci fino infondo, di volere a tutti i costi i playoff. Serviva vincere e non solo per i due punti. E non si è vinto solo per quelli. Perché nel successo che rilancia le quotazioni degli arancioblù si inserisce tanta difesa, lucidi possessi che hanno dimezzato il tradizionale numero di palle perse (almeno fino a quando c'è stata vera partita), due americani protagonisti in efficacia e continuità.E, aspetto tutt'altro che secondario, una netta differenza canestri contro i toscani che ora sono stati agguantati in classifica.Si parte con mille tensioni addosso, ma bastano 10' per capire che Jesi c'è e Livorno no. O meglio che gli americani di Jesi da comprimari sanno trasformarsi in protagonisti e gli americani di Livorno da protagonisti diventano semplici comparse: 20-9 al 7' senza bisogno di spendere un fallo e neanche una palla regalata. Kemp è l'ombra di se stesso, Bo-yette spreca la terza infrazione personale già al 14'. E allora sì che Jesi può scappar via quando anche Ryan e Sambugaro si iscrivono a referto dall'arco per andare a riposo sul +14. Già, proprio quel +14, drammatico punto di non ritorno di troppe partite buttate al vento.Ma dagli spogliatoi stavolta non escono i fantasmi del passato, piuttosto la concretezza ela sostanza di Cuffee e Boykin fino alla tripla di Maestranzi del +20 al 24' (56-36). In difesa zona o uomo non importa, tanto Livorno in attacco proprio non c'è ed il solo Bagnoli prova a tenere alta la bandiera amaranto, realizzando alla fine più della coppia Usa messa insieme, quella che viaggiava ad una media di 40 punti complessivi a partita.Da una coppia Usa all'altra. Perché quella di Jesi è scatenata, facendo cresce a dismisura il divario che tocca il +25 alla fine del terzo parziale. Scorrono con largo anticipo i titoli di coda, la pressione si sdoglie sia in campo sia tra il pubblico, giusto un occhio per non far avvicinare troppo Livorno, lasciando che quel -12 dell'andata riman-gasolo un ricordo. Applausi per tutti. Pasqua di serenità almeno nell'ambiente cestistico di Jesi, l'immagine di "Sandrokan" Dell'Agnello seduto sconsolato sul banco dei cambi senza più forza ne voglia di fronte alla deriva nel giorno in cui la sua squadrasi presentavaperlapri-ma volta con il nome del nuovo sponsor sulle casacche. Il marchio è Energetic, ma le pile erano scariche. E pure parecchio.
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