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Jesi: aria di playoff, si rivede il vecchio Lupo
28/04/2009 - "A Sassari sarĂ dura, molto dura"
di Gianni Angelucci
Jesi. ADESSO, A BOCCE ferme, parafrando nomi e situazioni, si può anche parlare senza tema di smentite di crescendo rossiniano. Per la squadra e per il diretto interessato, Alberto Rossini. Sarà solo un caso, con l’arrivo della primavera il capitano è tornato ad esprimere quell’atletismo e quella intensità che durante l’inverno non sempre lo avevano sorretto. Ci può stare per uno che il traguardo delle quaranta primavere lo taglierà, quasi senza accorgersene, tra qualche settimana. Intanto, guidando i compagni alla vittoria contro l’Edimes, Alberto Rossini ha contribuito a regalare all’Aurora e ai suoi tifosi l’undicesima partecipazione playoff su altrettanti campionati nella seconda serie nazionale. In un crescendo di gioco e di risultati.
Missione compiuta, complimenti signor capitano.
«Missione compiuta e obiettivo centrato — conferma con malcelata soddisfazione Lupo —. Dovevamo migliorare l’ottavo posto dell’anno scorso, siamo arrivati sesti. Nonostante le critiche che a un certo momento ci piovevano addosso come un temporale, ce l’abbiamo fatta».
C’è stato qualche momento in cui avete pensato di non farcela?
«Da parte nostra, assolutamente no. Altrimenti non avremmo giocato partite come quella con Livorno, o a Veroli, dove siamo stati li li per vincere, o l’ultima con Pavia che alla fine abbiamo battuto di venti quando ci si sarebbe potuti accontentare soltanto di vincere. Lo dico anche a nome dei compagni, non abbiamo mai perso fiducia nei nostri mezzi».
L’impressione è che stiate anche attraversando un bel momento di forma.
«Confermo, fisicamente e mentalmente stiamo bene, ora che ci siamo scrollati di dosso un po’ di tensione siamo pronti per i playoff. Non era facile arrivarci, adesso che ci siamo ce li giocheremo con lo spirito, la voglia di fare e la fiducia che a questa squadra non fanno certo difetto».
Sensazione condivisa, soprattutto se, come succede spesso di questi ultimi tempi, Boykin e Cuffee continuanoa a giocare da americani veri.
«Ruben e Michael si sono sbloccati via via, col tempo hanno capito come si gioca nel nostro campionato, si sono adeguati. Anche io li vedo pronti, anche mentalmente, per i playoff».
A distanza di un anno la storia si ripete, esordio nel primo turno della post-season con la doppia trasferta in Sardegna. Che serie prevede?
«Dura, molto dura, adesso è diventato davvero molto difficile andare a vincere a Sassari. Però il calendario ci riserva il Banco come avversario, faremo il possibile per farci trovare pronti».
Come li vede questi playoff?
«E’ stato un campionato strano, anche i playoff saranno strani».
In che senso?
«Che nessuna partita sarà scontata, potrà davvero succedere di tutto».
La squadra che farà compagnia a Varese il prossimo anno in serie A?
«Non vedo una favorita in particolare, dico le quattro che sono arrivate prime e che avranno il vantaggio del fattore campo».
Riferiva di critiche e di momenti non sempre positivi, a chi dedica questa qualificazione playoff?
«A noi stessi, a Luca Ciaboco, alla società. E ai nostri tifosi, naturalmente».
« indietro
Jesi: aria di playoff, si rivede il vecchio Lupo
28/04/2009 - "A Sassari sarĂ dura, molto dura" di Gianni AngelucciJesi. ADESSO, A BOCCE ferme, parafrando nomi e situazioni, si può anche parlare senza tema di smentite di crescendo rossiniano. Per la squadra e per il diretto interessato, Alberto Rossini. Sarà solo un caso, con l’arrivo della primavera il capitano è tornato ad esprimere quell’atletismo e quella intensità che durante l’inverno non sempre lo avevano sorretto. Ci può stare per uno che il traguardo delle quaranta primavere lo taglierà, quasi senza accorgersene, tra qualche settimana. Intanto, guidando i compagni alla vittoria contro l’Edimes, Alberto Rossini ha contribuito a regalare all’Aurora e ai suoi tifosi l’undicesima partecipazione playoff su altrettanti campionati nella seconda serie nazionale. In un crescendo di gioco e di risultati.
Missione compiuta, complimenti signor capitano.
«Missione compiuta e obiettivo centrato — conferma con malcelata soddisfazione Lupo —. Dovevamo migliorare l’ottavo posto dell’anno scorso, siamo arrivati sesti. Nonostante le critiche che a un certo momento ci piovevano addosso come un temporale, ce l’abbiamo fatta».
C’è stato qualche momento in cui avete pensato di non farcela?
«Da parte nostra, assolutamente no. Altrimenti non avremmo giocato partite come quella con Livorno, o a Veroli, dove siamo stati li li per vincere, o l’ultima con Pavia che alla fine abbiamo battuto di venti quando ci si sarebbe potuti accontentare soltanto di vincere. Lo dico anche a nome dei compagni, non abbiamo mai perso fiducia nei nostri mezzi».
L’impressione è che stiate anche attraversando un bel momento di forma.
«Confermo, fisicamente e mentalmente stiamo bene, ora che ci siamo scrollati di dosso un po’ di tensione siamo pronti per i playoff. Non era facile arrivarci, adesso che ci siamo ce li giocheremo con lo spirito, la voglia di fare e la fiducia che a questa squadra non fanno certo difetto».
Sensazione condivisa, soprattutto se, come succede spesso di questi ultimi tempi, Boykin e Cuffee continuanoa a giocare da americani veri.
«Ruben e Michael si sono sbloccati via via, col tempo hanno capito come si gioca nel nostro campionato, si sono adeguati. Anche io li vedo pronti, anche mentalmente, per i playoff».
A distanza di un anno la storia si ripete, esordio nel primo turno della post-season con la doppia trasferta in Sardegna. Che serie prevede?
«Dura, molto dura, adesso è diventato davvero molto difficile andare a vincere a Sassari. Però il calendario ci riserva il Banco come avversario, faremo il possibile per farci trovare pronti».
Come li vede questi playoff?
«E’ stato un campionato strano, anche i playoff saranno strani».
In che senso?
«Che nessuna partita sarà scontata, potrà davvero succedere di tutto».
La squadra che farà compagnia a Varese il prossimo anno in serie A?
«Non vedo una favorita in particolare, dico le quattro che sono arrivate prime e che avranno il vantaggio del fattore campo».
Riferiva di critiche e di momenti non sempre positivi, a chi dedica questa qualificazione playoff?
«A noi stessi, a Luca Ciaboco, alla società. E ai nostri tifosi, naturalmente».
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